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Perché odiamo I Soliti Idioti

nov
11

Hola,
due opzioni per spiegarvi la nostra avversione nei confronti di questa serie tv (di recente anche film). Se la adorate vi consigliamo di saltare direttamente all’opzione 2: risparmiate tempo e trovate sfogo immediato per quella vocina che già sappiamo ronzarvi in testa.

I Soliti Idioti

Opzione 1
Odiamo “I Soliti Idioti” perché nonostante quello che possa pensare la maggior parte degli Italiani, ridere è una cosa molto seria.

Uno che ride di una battuta piuttosto che di un’altra ci sta raccontando molto della sua persona, perché il riso è un meccanismo che lavora a più livelli e si innesca quando la battuta tocca alcune delle corde dell’individuo.

Esempio pratico: fare una battuta sul Cobra di Pugačëv con un gruppo di persone appena conosciute è un buon modo per scoprire se tra loro sia presente un pilota d’aereo, visto che probabilmente sarebbe l’unico a ridere. Con quella risata il tipo ci sta dicendo: oh, beninteso, io sono un pilota d’aereo (o quantomeno sono molto informato sull’argomento).

Effettivamente potrebbe essere un buon modo per scovarne uno su un aereo in avaria, senza provocare il panico tra i passeggeri…

Le corde che entrano in vibrazione possono essere più cerebrali, ossia le famose risate di testa suscitate da quelle battute che hanno bisogno di un piccolo ragionamento dell’ascoltatore per essere capite.

Esempio pratico: un tizio entra in un caffé. Splash!

Questo tipo di risata ci dice molto sulle capacità logiche del pubblico (il famoso: “questa la capirete fra due giorni” detta dal comico a una platea muta dopo la gag).

Oppure ci sono le risate più istintive, le cosiddette risate di pancia che derivano da un riflesso istantaneo. Generalmente sono quelle più veraci, che squassano maggiormente il pubblico, ma sono anche quelle che partono dalle viscere e quindi ci dicono veramente chi abbiamo di fronte.

Esempio pratico: una signora anziana che cammina di fronte a noi cade a terra, a volo d’angelo, atterrando con la fronte. Voi ridete a crepapelle.

Se la signora è un’orribile megera che vi ha appena infamato perché infastidite il suo ignobile barboncino con la vostra maglietta rockettara, la risata è liberatoria e ci dice che considerate quella caduta una giusta punizione per l’arrogante puttana.
Se la signora è caduta a seguito di uno scippo che l’ha privata dei trecento euro di pensione, siete dei pezzi di merda.

Ecco, ridere dei soliti idioti è un po’ come ridere delle barzellette di berlusconi sui malati di Aids: è da pezzi di merda.

Gli autori del programma e del film che sta scassando al Cinema dichiarano spesso di ispirarsi allo storico film “i Mostri” di Dino Risi. Nel film del compianto maestro, il duo Tognazzi-Gassman interpretava vizi e immoralità dell’Italiano medio degli anni ’60. Il giudizio morale degli autori sui protagonisti del loro film è già chiaro fin dal titolo.

Vediamo un esempio del tenore del film:

Guardandolo ci si rende conto che il regista e gli sceneggiatori hanno ben chiaro l’obiettivo della loro satira (l’Italiano medio, appunto) e lo devastano senza pietà. Si ride del mostro e si resta amareggiati o inorriditi dal rivedercisi in parte. Ossia la ricetta di tutta la Grande Commedia all’Italiana.

Prendiamo ora lo sketch seguente:

Ora, a parte che si potrebbe smontarlo sotto ogni punto di vista tecnico, dalla scrittura, alla recitazione, al montaggio, quello che ci interessa è analizzarne il fine comico.

Nell’umorismo di Mandelli e Biggio si ride col mostro: il vecchio rincoglionito, ricco e puttaniere diventa un fico a paragone col figlio “nerd, ritardato e probabilmente frocio”.

Il figlio nello sketch è quello sensato, sensibile e introverso, ma anziché identificarsi in lui e ridere della bassezza del vecio, il pubblico patteggia per quest’ultimo. Basta leggere i commenti al video per rendersi conto di cosa arrivi al pubblico: il babbo è un ganzo, è lui l’eroe della scenetta.

Esattamente qual’è la differenza con i cine-panettoni-pandori-panforti?

Mandelli e Biggio, delle tre l’una: o non siete buoni a mettere in pratica quello che sbandierate nelle interviste, o non avete capito una sega del film di Risi, oppure siete dei paraculi che fanno la solita farsetta di regime rivendendola per satira politicamente scorretta.

Opzione 2
Odiamo i Soliti Idioti perché siamo rosiconi, invidiosi del successo del duo di talentuosi comici e xchè ci garberebe a noi di inventare skec gegnali come DaicAzzo.