Archive for the ‘Vita’ Category

L’Angolo della Cultura

feb
21

Visto che per motivi che non sto a spiegare ad una massa di testine a brugola qual voi siete (tutti, senza eccezioni, massa di meticci) ho preso l’impegno di rendere più interessante e culturalmente elevato questo Blog, vi spiegherò la genesi e la storia di un gesto che tutti ( e proprio tutti, anche voi che fate finta di essere donne) quotidianamente facciamo

La Tastata dello Scroto

Camminando la scorsa settimana in compagnia del mio amico di vecchia data, Artemio Von Bismarck, illustre esegeta e studioso di belle arti, ci siamo trovati nel bel mezzo del principesco parco della sua "Villa Arteriosa". Al che, disquisendo amabilmente di vecchi amici emigrati in Argentina nell’immediato dopo guerra, un gatto nero ci ha attraverrsato la strada.
Il mio compare, morigerato nei pensieri e nei modi (ma non a letto ahahaha… ridete stronzi), si è subito portato la mano al pacco, o melius dicere ai coglioni. Stupito del fatto, decisi di indagare sui motivi e sulle radici di un’azione così animalesca e oserei dire, insomma, per parlar chiari, da negri.

Puntata prima:

Già Platone, nel suo Alcibiade Maggiore, fa dire a Socrate che conversa con Alcibiade
"Oh mio caro, tolgi le mani di lì. So che tutti spargano già voce che io porti malasorte, ma se non la smetti di toccarti le palle te le taglio"
(cit. cap 3 rig. 34-35)

Forse offenderei qualche intelligenza (ce ne fossero) ricordando il famoso detto di Cesare
"Veni, Vidi, Vici, ma prima toccarmi le palle ebbi"
Belli quegli anni, fatti di baccanliche feste e guerre vittoriose, le tastate di coglioni avevano molteplici significati: beneauguranti per gli uomini, di invito a passare una mezz’ora in allegria per le donne.
Gli schiavi venivano comprati non a peso d’oro, ma a peso di testicoli (e, inspiegabilmente, gli schiavi africani andavano per la maggiore), ci si salutava con un
"Ave atque vale !" senza comunque scordarsi di inarcare bene il bacino mostrando al vicino la mano a coppa sul sacco scrotale.
Ma il grande freddo culturale era alle porte:

Cesare Ottaviano Augusto mise alla gogna tale gesto, bollandolo come "volgaris esecratio" e punendo i recidivi con lo strappamento dei peli pubici. Scritti mai ufficilizzati tendono a legare questa decisione (impopolare, va detto) al fatto che Augusto soffrisse terribilmente di eiaculazione precoce, è che ad ogni tastata seguisse immancabilmente un coito piuttosto rumoroso.

Ma il sole è sempre presente dietro le nubi e Marco Aurelio (in foto)

Marco Aurelio

 

fece tornare in auge il gesto, nobilizzandolo addirittura a saluto ufficiale. Per tutto l’impero (ma non sentite quanto sia incredibilemnte musicale questa parola !) uomini e donne erano finalmente liberi di toccarsi e toccare.
Ma l’uomo, a parte alcune lodevolissime eccezioni, è animale debole e vizioso: ben presto la toccata divenne sempre più lunga, con leggere strizzate ritmiche, fino a sfociare in veri e propri atti onanistici.
I barbari erano alle porte. Le palle dei romani erano in pericolo……

Fine della prima puntata.

Ho perso fin troppo tempo (toccandomi i coglioni solo una volta), per il momento basta. Sono aperto (ho già 5 o 6 subordinati pronti) a rispondere di domande e dubbi il vostro (misero) cervello possa elaborare.
Mi raccomando, scrivete cose stupide ed inutili: Edward (il mio pitbull) ha fame ed ho finito le scatolle di neg…carne.

Siano benedetti gli uomini puri che combattono contro il grande Male Rosso.

Tivvù Monnezza

feb
6

Salve a tutti,
me presento: me chiamo Panatta. Adriano pe’ l’amici.
Da un po’ de tempo ‘sti Lica-buzziconi me chiedeno de partecipare al loro blog, ma io puntualmente je declino l’invito. No pe’ spocchia, ce mancherebbe altro.
Li conosco da ‘na vita e n’abbiamo passate talmente tante insieme che, anche se a volte nun condivido quest’umorismo qua, ciò il massimo rispetto pe’ ‘sti fraciconi.

No, non è quello. Il motivo è che secondo me, pe’ scrive su un blog, uno ce deve pure ave’ qualcosa da di’. E de blog che parlano de fregnacce me pare che ce ne stiano già molti in giro, pure troppi.

Lo spunto pe’ scrive il mio primo post m’è arrivato dall’articolo de Giorgio Gherarducci su Rolling Stone (segnalato ne’ commenti al post precedente dal caro amico JACKisKING).
Pe’ chi non lo sapesse er Gerarducci è uno de’ tre paraculi che risponnono ar nome de "Gialappa’s Band".
‘Sto zozzone assieme ai suoi compari m’è sempre rimasto simpatico. Diciamo che ciò ‘na particolare predisposizione pe’ tipetti che nun prendeno njente sul serio.
Ma stavolta me s’è presentato in una maniera che m’ha lasciato un po’ perplesso. E per l’aggressività con cui ha scritto l’articolo, e per la spocchia con cui ha chiarito la sua posizzione in una intervista successiva.
Tra l’altro proprio nell’intervista tocca un argomento molto ‘mportante, secondo me. Quello della monnezza televisiva.

La tivvù è lo specchio de la società oppure contribuisce a abbassarne er livello?

La mia parte liberale-progessista me ‘mpone de chiede’ a gran voce una possibbilità de scelta, un pluralismo nell’offerta televisiva (ma anche de molti altri media). La mia parte reazionaria me ‘nsinua nell’orecchio la voglia de ‘na tivvù che imponga uno standard qualitatvio alto perché la ggente, in fin dei conti, se pija quel che je dai.

Inzomma, alla fine qual’è il reale potere de ‘sto elettrodomestico?
Penzo che le prossime elezzioni ce chiariranno nun de poco er concetto: vista la campagna elettorale-promozionale bombardante che ce sta propinando er Premier, se vince ha raggione lui.
Se perde significa che la tivvù potrebbero mettersela pure sù per er culo.

Pe’ torna’ a Gerarducci: chi sa de che parla lo facci pure; chi parla pe’ di’ du’ fregnacce spocchiosette che se ne vadi a fa er cojone in tivvù.

Bella,
Adriano

 

PS: A Lica-nfamoni, mo’ che ho scritto ‘ste du’ fregnacce me dovete da paga’ quella famosa cena…