Archive for the ‘Seriosità’ Category

Addio, Ispettore.

dic
19
Un grande.

Horst Tappert
26 Maggio 1923 – 13 Dicembre 2008

Per noi Licaoni sei stato un modello da seguire.

Non ci dimenticheremo mai di te, mitico Ispettore Derrick, sempre alle prese con nuovi intricati casi e sempre pronto a frenare l’esuberanza di quella testa calda di Harry.

Ti ricordiamo nel favoloso episodio "Anschlag auf Bruno" ("Attentato a Bruno"), dove per pathos interpretativo fai il culo pure a Romy Scheider.

Per non parlare della nostra puntata preferita di sempre: "Attentat auf Derrick" ("Attentato a Derrick"), quella dove in un lancio di entusiasmo preparavi du’ spaghi aglio e olio per Harry e gli altri ragazzi e un misterioso cecchino ti sparava dalla casa di fronte alla finestra della tua cucina.

Ciao, Horst. I Licaoni ti salutano.

Un grande davvero.

La televisione

ott
19

" (..) dietro lo smalto spettacolare, l’effervescenza, l’apparentemente civile spensieratezza di Canzonissima, o di trasmissioni consimili, come non intravedere l’accidia mentale, la volgarità, la sottocultura, l’ammiccamento furbastro, l’immaturità, l’infantilismo di un paese rimasto a uno stadio storico postbellico, anzi d’anteguerra?

Quest’immagine regredita ma autentica che circola come un lieve sinistro fantasma in tutto quanto ci rappresenta, è tanto più mortificante in quanto la luccicante, disinvolta, moderna confezione che vorrebbe dissimularla riesce soltanto a protrarne interminabilmente la decomposizione.

Alla televisione come in tutto il resto, non facciamo che assistere a un inesauribile rito funebre travestito da music-hall."

Federico Fellini, Fare un film – 1980 – Einaudi

Il perfetto recensore

ago
27

Perdiana ragazzi,
da quando abbiamo cominciato l’iniziativa Un anno con i Licaoni, ci siamo messi a riguardare i nostri vecchi lavori e… volete sapere una cosa? Ce li ricordavamo meglio. Di più: ci siamo accorti di non essere quei geni che pensavamo.

A questo punto i nostri pensieri corrono veloci a colui il quale in tempi non sospetti ci avvertì della dura realtà dei fatti. Ovvero Giancarlo (Gianfranco) Niola novello Cassandra deriso dalla nostra arrogante superbia ma, ahinoi, lungimirante e lucido nel suo giudizio.

Gianmaria, se ci leggi ti chiediamo umilmente perdono. Per cercare redenzione abbiamo fondato l’Ordine dei Nioliani, con lo scopo di diffondere il Tuo Verbo e il Tuo metodo di recensione cinematografica. Per i novizi abbiamo steso un breve vademecum del perfetto "Recensore Nioliano":

1.  Apertura con frase ad effetto: "Che XXX non fosse un genio lo dicevo da tempo" (sostituire a XXX il nome di un regista a piacere. L’importante è che abbia una media IMDB superiore alle 8,3 stellette)

2.  Mettere in risalto espedienti ricorrenti nell’opera di un regista a conferma del proprio occhio fino e attento. E’ possibile includere semplici artifici tecnici trasversali ad ogni cineasta dell’universo oppure piccoli "tic" dell’autore , l’importante è spacciarli per caratterizzazione stilistica.

3.  Mai sperticarsi in lodi. Mai eccedere in critiche. Mantenere sempre un contegno: "E’ un film straordinario; certo, non un capolavoro" o viceversa: "E’ un film inguardabile, ma con qualche scena realmente entusiasmante". Questo fa molto critico distaccato e quindi oggettivo e quindi bravo.

4.  Buttare nella mischia ogni tanto l’espressione: "Nel film c’è/non c’è un’idea di cinema" giusto per dare spessore a un giudizio basato altresì sull’opinione soggettiva (ma la soggettività non è propria del bravo critico. Vedi punto 3).

5.  Individuare i più prelibati bocconi cinematografici etichettandoli come "chicca®", "vera chicca®" o "autentica chicca®" a seconda del grado di eccellenza. Individuare il bello e donarlo agli altri come un gaio dispensatore di caramelle serve infatti ad aumentare la propria amabilità.

6.  Inserire qua e là del maschilismo strisciante. La topa è nemica del Bravo Recensore; meglio evitarla.

Se seguirete alla lettera questi semplici punti, potrete anche voi fregiarvi del titolo di "Recensore Nioliano©", specie in forte ascesa sui blog. Ma ricordate, non è importante avere chissà quali dannate capacità di analisi: quel che conta è la perseveranza. E la costanza. Cercate di recensire almeno due film al giorno (il motto dell’Ordine dei Nioliani è: "Bene o male, l’importante è recensire").

Ciao Gianbattista, e perdonaci, se puoi.

Sull’etica della Ragion Pura

lug
26

Col cazzo che mi metterò a parlare di filosofie inutili e fastidiose.. oggi affronterò un problema vero, reale, terribile, che può colpire chiunque in qualunque momento.

C’è chi parla di recessione, chi di fame nel mondo, chi di approvvigionamento idrico.. beh questa massa di teste di cazzo non capisce che l’unico problema vero al mondo sono le palle sudate.

Qualche giorno fa ero nella mia baita di Maiorca con la mia amica Eluana.
Abbiamo pranzato, parlato del significato della Ricerca di Proust, discusso sulle fututre politiche agricole della Russia e poi, grazie a Dio, si è chinata ad indirizzare le proprie attenzioni orali là dove ha sede il maggior carnal disio.
Ero già pronto, sigaro cubano in bocca e mani intrecciate dietro alla nuca, per il consueto viaggio carnal-psicoanalitico, quando la vacca ha urlato
"Ma hai le palle sudate!"
Mi sono incazzato.
Ho lasciato la troia alle cure di Mauro&Franco, i miei vecchi tutor di Greco Antico, e mi sono ritirato in contemplazione per analizzare il mio problema.
In effetti avevo le palle sudate, quasi gocciolanti… che so, forse erano state le cozze, forse un po’ troppo peperoncino, forse il fatto che il giorno prima avevo partecipato ai mondiali di costume nel culo, fatto sta che il problema sussisteva.
E mi sono documentato, perchè sono un uomo di alta cultura, dall’unico libro che valga la pena di consultare

Ho scoperto che il problema è antico, sentito e, a Dio piacendo, risolto. Partiamo dai sintomi.
Fastidio allo scroto quando si entra nell’acqua fredda
Leggeri sudori freddi dovuto ad eccesso di stress.
Più semplicemente, palle gonfie
Questo dovrebbe bastare per accendere il campanello di allarme per le palle sudate.

Mi è stato proposto di radermi lo scroto, ma sir Thomas Hendric me lo ha vivamente sconsigliato. Prima dell’inicidente con il rasoio era così

Basta poco per cadere in disgrazia.
Andare in giro con il kilt scozzese. Ma ho paura che una posizione comoda in mezzo ad un Gay Pride possa fare di me carne da macello.
Ero disperato. Ma ho trovato la luce in fratello Chan-sheng e con il suo corso di asciugatora dello scroto di loto ho risolto il problema in maniera radicale e definitiva.
Ora ho le palle talmente asciutte che potrei accenderci un fiammifero.
Funziona cazzo, sia lodato il Cristo. Ed ora posso farmi surgere l’ammennicolo senza tema ne timore, a Dio sempre piacendo.

Dio benedica le sacche scrotali bianche ed asciutte.

P.S.: mi hanno riferito di un piccolo scandalo da voi in Italia, riguardo alle imprese orali di un certo esponente politico nei riguardi di un altro.
Non vedo cosa ci sia da stupirsi… piuttosto nessuno ha mai parlato quando provò a farlo a me. Ci misi mezz’ora d’orologio prima di farle capire che non si devono usare i denti.

Parliamo di negri

mag
20

Avrei dovuto scrivere qualche giorno fa, ma non ho potuto.
Perchè ?
Perchè dovevo pensare ai cazzacci miei, massa di idioti e soprattutto perchè avevo ospiti a casa.
Di loro parlerò la prossima volta. Simpatici, cordiali, socievoli. Tutto l’opposto di altre razze, una delle quali verrà discussa ampiamente (un cazzo, ho da fare) oggi.
I negri.
Perchè ? Perchè è socialmente interessante analizzare ora quella che sarà la razza dominatrice del futuro, un futuro che fortunatamente non mi vedrà vivo.
Diciamocelo ho un sacco di amici negri, fra cui Vittorio, la cui crostata alle cipolle è di una bontà ineguagliata, ma non tutti i negri sono uguali.
C’è negro                                                                                                                                           
                                                                                      

e negro.

Già questo basterebbe per dichiarare chiusa la trattazione e permettermi di andare a comprare una scatola di cubani, perchè stasera arrivano i miei idol coreani preferiti.

Ma siccome lo so che scassereste la minchia, parliamo un po’ di più dei negri.
Analizziamo i fatti. I negri, rispetto ai bianchi hanno un fisico migliore fin dalla tenera età.

                vs.                   

Quello a destra è mio nipote, si chiamo Claudio, ha 6 anni e una minchia che potrebbe spezzare un tondino da 6mm. E’ molto timido, parla a mala pena, ma mi hanno detto che ultimamente nei film porno non ci sono dialoghi, quindi dovrebbe farcela.
Andiamo avanti.
A livello di intelligenza…. bah, la razza umana è un coacervo di idioti senza arte ne parte, la cui unica e miracolosa eccezione è la Confraternita degli eletti, quindi idiota negro o idiota bianco non fa differenza.
Discorso minchia. Vabbè. Basta così.
C’è chi dice che Gesù fosse negro, c’è chi tende ad essere fermamente contrario ad un’ipotesi così nefasta, ma ci può stare.
L’unica cosa che i negri non possono fare è entrare nella Confraternita. Per ora.
Un altro paio di scopate come quella che ho fatto ieri sera con Serena e divento negro anche io.

Ma cosa pensavate ? Che fossi diventato il buon messiah dispensatore di buoni pensieri e parole?
Ma andate in culo.

Dio maledica le razze con la minchia troppo grossa rispetto a quella dei Bianchi

H.

Elezioni 2008

apr
15

Ha vinto il PDL.

Sull’uomo, il comando e gli esseri inferiori

feb
22

Rieccomi dopo tempo a scrivere qui.
Non che la cosa mi dispiaccia, onestamente non ho una sega da fare in questo momento, quindi posso con edonistica gioia spargere un po’ di sapere anche a voi, visto che il seme l’ho sparso giusto 10 minuti fa.

Vi domanderete dove io sia finito in tutto questo tempo. Fatevi i cazzi vostri. Sappiate solo che vi scrivo da un’isola dove fa caldo, il mare è meraviglioso e dove sono l’unico uomo bianco nel giro di 3000km.
Questa situazione paradisiaca mi ha indotto alla riflessione: la popolazione locale, ignorante quasi quanto un sedicenne italiano, mi ha assunto quale suo dio, in quanto controllore del Sacro fuoco. Sapete cosa sia questo fantomatico fuoco ? Il mio accendino che uso per le sigarette.

Eppure mi adorano, lavorano per me incessantemente, ogni mio desiderio si trasforma in ordine tassativo, ma sono felici. Felici perchè se si alza la marea li avverto in tempo e non si bagnano, oppure quando si avvicina un temporale li faccio entrare (le donne) dentro la mia grotta, oppure impedisco ai loro bambini di giocare con le vedove nere.
In poche parole mi prendo quelle responsabilità che loro, dato il quoziente intelletivo pari a quello di un paramecio, non sono in grado di prendere.Questo esempio racchiude la più imponente verità che essere vivente abbia mai conosciuto: il capo, il re, l’imperatore, il presidente. Chiamatelo come volete, ma l’essere umano ha necessità di una guida, di un faro, di una luce, di una sonora mazzata di cazzo quando necessario.
La repubblica, la democrazia, il paritetismo sono solo nomi vuoti di involucri che contengono l’imprescindibile necessità, ossia il comando e l’essere comandati.
Chi comanda ? Gli Eletti. Da chi son nominati ?
Non capireste.
Ma capirete.

Due cose sono importanti: che niente cambi. E non sto parlando di voi in Italia, se il buon Dio Unico vuole la situazione lì da voi l’abbiamo sistemata da tempo…. parlo degli Stati Uniti, dove i maggiori candidati a guidare il più potente impero dopo quello di Alessandro Magno sono un negro e una donna.
Situazione peggiore non poteva esserci, o forse si, se avessimo avuto una donna negra. Ma vi invito ad osservare attentamente la situazione da domani in poi, vedrete come i pochi Eletti sapranno esercitare il Potere e voi, pubblico utile solo per fellatio con fragole, sarete felici.

La seconda: non è ancora giunto il momento di dirvela. Ma vi invito ad una riflessione, inutile in quanto non siete in grado di riflettere.
La differenza fra minoranza ed oligarchia: io qui sono in minoranza, soprattutto fisica, in quanto questi autentici bronzi di Riace potrebbero spazzarmi via con un colpo. Ma sono oligarca, perchè detengo il comando.
Perchè ? E chi sono gli Eletti ? Chi crea gli Eletti ?
Perchè sono necessarie le razze inferiori ?
Pensateci, io adesso ho bisogno di un altro massaggio alla cappella.
Vi dò due indizi: Einstein. Atene.

Non avete ancora capito vero ? Beati voi, dormite, mangiate e non capite una sega.

Dio benedica gli Uomini Bianchi dotati di Intelletto

H.

P.S.: il primo che mette di mezzo il Nazismo verrà evirato dai miei amici giapponesi. I nazisti erano degli idioti, troppo presi dalla distruzione. Ma il bravo Eletto non distrugge, anzi, crea….

P.S.S.:  Diego, porca troia, vai a dare da mangiare agli alligatori in piscina, i vicini si sono lamentati che il loro zio 90enne non è tornato a casa ieri.

Ma se mai ti avrò fra le mani ancora, maledetto ammasso di acne….

Licaoni, bomboloni e quant’altro…

ott
19

Gioie!

E’ davvero tanto che non ci sentiamo e ho un sacco di cose da raccontarvi: ho cambiato acconciatura, ho imparato a cucinare col wok e da qualche settimana sto uscendo con il mio nuovo boyfirend, Giancarlo. E’ dolcissimo.
Ma bando alle ciance, ecco le news sui Licaoni.

Intanto due ghiotti e imperdibili appuntamenti per chi si troverà la prossima settimana nella città capitolina: Kiss Me Lorena partecipa infatti a ConSeQuenze – Spazi e Libertà – I° Festival Indipendente del Cinema Libero e sarà proiettato:


mercoledì 24 Ottobre – libreria Bibli, Roma – ore 21.00 e
giovedì 25 Ottobre – officine pigneto, Roma – ore 21.00.

Saranno presenti alla proiezione quei due bei ragazzoni di Gianguglielmo Favilla e Alessandro Maria Izzo assieme al nostro amato produttore Sir Marco Donati. Un’occasione per vedersi non solo KML (in edizione integrale) ma anche Last blood, cortohorror made Licaoni a base di mostri, sangue e eroi popputi.

E ancora: qui potete trovare l’intervista fatta ai Licaoni durante la trasmissione radiofonica NON TI PORTO PIU’ ALLE PARTI, dove troverete gustose anticipazioni sui prossimi progetti cinematografici. A tal proposito salutiamo tutti i ragazzi di FUTURA RADIO STATION e ricordiamo loro di tenersi pronti come uomini (e donne) rana.

Un saluto anche allo straordinario ed eclettico gruppo GNUFunk di Pavia, organizzatori del BBCC Liberi Saperi – Saperi Liberi, festival dedicato alle produzioni Creative Commons. Non solo hanno proiettato KML, non solo sono fichissimi e terribilmente funky, ma hanno dato anche accoglienza a ben due Licaoni, che – com’è noto – quando ti entrano in casa è difficile poi togliere l’odore di cane bagnato.

E in ultimo… Licaoni vs Offshore. Sono lieta di pubblicare l’ultima Lica-fiction realizzata in occasione della grande mani-marcia contro il rigassificatore Offshore del 13 Ottobre scorso, che ha visto sfilare lungo un percorso di 5 km ben 3000 cittadini tutti uniti contro il Bombolone.
Un piccolo contributo dei Licaoni per dire la loro su questo simpaticissimo ecomostro.


Un bacione a tutti voi.

Talkin’ About Revolution

set
10

Ci avevate dati per morti? Ebbene lo siamo stati.
Ma come qualcuno prima di noi (di cui adesso ci sfugge il nome) siamo risorti. Ah, sì,era Bobby Ewing. Quindi diciamo che è stato tutto un sogno di Pamela e che i Licaoni sono vivi e sotto la doccia.

E come sancire il grande ritorno per quest’unico post prima di ri-sparire nuovamente? Ma proponendovi l’originale e integrale versione della costruttiva fiaba “I musicanti di Brema” dei Fratelli Grimm, è ovvio.

LA VERA STORIA DEI VERI MUSICANTI DI BREMA

I Musicanti di Brema

    "C’era una volta un asino, che era giovane e pieno di vitalità.
Una mattina l’asino si stancò di lavorare tutto il giorno come un asino e decise di organizzare concerti per i giovani. Lasciò il suo padrone – che, invero, tentò di convincerlo a rimanere offrendogli un contratto co.co.co – e si incamminò in cerca di fortuna.

    Lungo la strada incontrò un cane, giovane anch’esso, che si lamentava. “Che hai da lamentarti?”, gli chiese l’asino; e questi rispose: “Son giovane e non ho voglia di passare le giornate al barrino a discutere di facezie quali la corretta pratica della mezzadria e i nove goals presi dal Livorno in due partite”. L’asino gli propose di unirsi a lui nel suo progetto musicale. Il cane accettò e i due si incamminarono.

    Giunti all’imbocco della Variante Aurelia trovarono un giovane gatto randagio che voleva pulirgli a tutti i costi il lunotto anteriore. Il cane obiettò che, non avendo un’auto, non avevano lunotti anteriori da pulire. Il gatto li prese a male parole offendendoli in varie lingue morte. Ciò nonostante si unì all’allegra combriccola.

    I tre, dopo alcune ore di viaggio, si imbatterono in un giovane gallo che non appena li vide esclamò: “Mi sembrate dei giovani con le idee chiare. Voglio unirvi a voi!”. L’asino fece spallucce e dentro di sé pensò: “Certo, tutte a me le teste di cazzo”.

    Così i tre – o quattro, adesso non ricordo… e non mi va di rileggere per fare il conto – pieni di speranze arrivarono a Brema (BR), che ribattezzarono immediatamente Collinaia, organizzandovi il Grapejuice, e applicando censure a Comitati anti-rigassificatori su benevola indicazione di poteri mafiosi.

    E intanto credo che nel palazzo siano ancora lì che mangiano e ridono, che ridono e mangiano…
Lì era il Paradiso!

Morale: i giovani – si sa! – sono ribelli e un po’ birbanti, e a volte si buttano di getto in bizzarre iniziative dando spazio al libero pensiero, bestia subdola e assai pericolosa. Ma per fortuna ci sono i diessini, amici dal cuore d’oro, che richiamano all’ordine questi malandrini."

Forza giovani, che a far la rivoluzione è più che sufficiente una bella canzone!

Il critico a lezione di tecnica?

mag
12

Avevamo iniziato a scrivere una risposta agli ultimi messaggi sul post precedente, però ci siamo resi conto che questa riflessione meritava forse un rilievo maggiore. Eppoi checcazzo il blog è nostro, avremo pure il diritto di scrivere dove ci pare?

C’è questa faccenda: su internet metà della gente è indaffarata a scrivere di Cinema, mentre l’altra metà scarica foto di zoccole. E questo è un bene – per il Cinema, non per le zoccole -.
Però di tutti questi appassionati ce ne sono fin troppi a cui piace addentrarsi in letture approfondite non avendone forse le necessarie competenze.

Con il post precedente siamo perfettamente consapevoli di aver messo le palle sull’incudine, perché di fatto ci siamo scagliati contro qualcuno che criticava negativamente il nostro operato.

Però è anche vero che come uno prova a ribattere a una critica si sente subito rispondere: “Eh, ma che vuoi, ho detto solo il mio parere. Che non c’è più libertà di espressione? E poi voi avete fatto un atto di arroganza pretendendo di fare un film e mettendolo in rete; quindi è giusto che vi prendiate le critiche che io lo dico per voi, che magari migliorate.”

Ora sostituite alla frase precedente le parole “fare un film” con “scrivere una recensione” e avrete la nostra posizione riguardo tutta questa storia.

Un utente anonimo con l’eco – forse un nostro parente visto l’ardore con cui ci difende a spada tratta – nei commenti al post precedente ha dichiarato che secondo lui soltanto gli addetti ai lavori dovrebbero poter giudicare. Caro Babbo, questa è evidentemente una grossa cazzata. Però nasconde un fondo di verità.

Molto spesso leggendo le critiche, ci si accorge che chi scrive usa frasi fatte o luoghi comuni, malcelando una scarsa preparazione tecnica. Noi siamo fermamente convinti che chi desideri avventurarsi in una disamina non banale di un film debba avercela un minimo di infarinatura tecnica, in modo da non esprimere giudizi basati solo sulla componente soggettiva del gusto.

Altrimenti uno si dovrebbe mettere nella posizione del pubblico e limitarsi a un “mi è piaciuto" / "mi ha fatto schifo al cazzo”.

Nel caso di KinemaZOne la questione è la sua competenza critica in fatto di Comicità. Perché anche dietro al Comico esiste una forte componente tecnica che troppo spesso viene annullata di fronte alla spontaneità delle reazioni di chi guarda: “Mi ha fatto ridere = E’ fatto bene” oppure “Non mi ha fatto ridere = E’ uno schifo”. Senza mettere mai in discussione il fatto che magari sia lo spettatore stesso a non arrivarci.
I tanto citati Monty Python hanno un umorismo che non è apprezzato da molti, eppure dietro alla loro comicità c’è uno studio e una preparazione tecnica (comica) che un critico attento non può permettersi di non notare. Anzi molto spesso ridere agli sketch dei Python significa aver compreso un meccanismo comico da un punto di vista tecnico – caso lampante il geniale sketch delle torte in faccia nel Live at Hollywood  Bowl – .

Giusto per allargare il discorso anche ad altri settori, prendiamo spunto dalla critica di Gabriele Niola su … ma sono vivo e non ho più paura! che oltre ad una legittimissima lettura del lavoro – loda nel complessivo l’iniziativa non apprezzandone tuttavia l’esito – liquida negativamente regia e recitazione. Soprassediamo sulla regia che tanto sennò ci tacciate di imparzialità. Ma la recitazione: Gabriele, su quale base esprimi il tuo giudizio? Sul fatto che gli attori non siano convincenti? Quello però magari è un problema di regia o sceneggiatura – che hai già notato –. Sul fatto che non ti comunichino emozioni? Può essere, ma rientriamo nel soggettivo. Dicci su quali basi tecniche definisci la recitazione del film amatoriale.

A questo punto ci piacerebbe che si instaurasse una bella discussione su questi temi, e invitiamo a partecipare tutti gli amici cineasti/critici/appassionati che vogliano dire la loro.

Maledetti voi, alla fine ce l’avete fatta a farcela smettere di scrivere solo stronzate su questo blog…