Archive for dicembre, 2008

Addio, Ispettore.

dic
19
Un grande.

Horst Tappert
26 Maggio 1923 – 13 Dicembre 2008

Per noi Licaoni sei stato un modello da seguire.

Non ci dimenticheremo mai di te, mitico Ispettore Derrick, sempre alle prese con nuovi intricati casi e sempre pronto a frenare l’esuberanza di quella testa calda di Harry.

Ti ricordiamo nel favoloso episodio "Anschlag auf Bruno" ("Attentato a Bruno"), dove per pathos interpretativo fai il culo pure a Romy Scheider.

Per non parlare della nostra puntata preferita di sempre: "Attentat auf Derrick" ("Attentato a Derrick"), quella dove in un lancio di entusiasmo preparavi du’ spaghi aglio e olio per Harry e gli altri ragazzi e un misterioso cecchino ti sparava dalla casa di fronte alla finestra della tua cucina.

Ciao, Horst. I Licaoni ti salutano.

Un grande davvero.

Le mie origini

dic
7

Partiamo subito con una doverosa precisazione: in molti mi mandano mails, parlandomi di fatti di cui me ne frego ma, data la mia estrazione sociale superiore, mi sento in dovere morale di rispondere, cosa che faccio quotidianamente.
Alcuni stupidi esseri inutili mi hanno fatto notare come, nelle mie risposte, il mio italiano sia alquanto impreciso e a dir poco imbarazzante.
Bene, se pensate veramente che io mi metta a scrivere tutte le risposte siete dei babbei che crederebbero perfino che il petrolio sia infinito: non scrivo io, a questo pensa il mio carissimo amico Vittorio, il quale sta seguendo un corso di italiano per corrispondenza, in modo da ampliare i suoi affari anche nel vostro stupido paese.
Mi raccomando di infarcire le vostre idiote risposte con offese, Vittorio non è un tipo che si offende.
Teste di cazzo…

Ma ora passiamo al vero motivo di questo post: in molti si chiedono del perchè io frequenti il blog dei Licaoni. A parte il fatto che siano cazzi miei, io e i discoli ragazzacci abbiamo molto in comune. Ebbene sì, anche io sono stato un artista e, permettetemi, un artista coi controcazzi.
Tutto nacque intorno agli anni 50 quando io, Fabio e Giulio ci incontrammo in un locale di Miami. Erano tempi duri, le idee erano tante ma le risorse poche. Importavamo troie da Cuba in America, ma la concorrenza era tanta e le donne sempre meno. Un giorno Giulio ebbe l’idea: trasferiamoci in Svezia e fondiamo un gruppo di musica folk popolare o, per meglio dire, ballo liscio.
Cazzo che idea fu: con gli ultimi soldi derivanti dalla coca, andammo in Svezia all’inzio del 1951. Una chitarra, basso e batteria, buone conoscenza nell’ambito della prostituzione ed ecco che nacquero i Baracudaz.
Il pubblico non sembrava apprezzare molto i ritmi misti svedesi-latino americani, il nostro primo disco fu un insuccesso totale. Giulio si dette alle anfetamine anali. Rischiavamo il tracollo.
A quel punto io e Fabio decidemmo che era giunto il momento di cambiare: se uno vuole una cosa, se la deve andare a prendere da solo. Cominciammo a prostituirci alle feste di addio al nubilato: il lavoro era pericoloso, ma ci dava da vivere.
La tensione continua, l’incertezza sul domani ci rese sensibili e produttivi oltre ogni immaginazione: scrivemmo molte canzoni, spostandoci su un pop melodico, fino a che decidemmo di fondare il Club.
I nostri capelli, i vestiti aderenti, quella faccia un po’ da marinaio un po’ da poeta, Giulio ormai fuori dal giro delle droghe (pesanti), sancirono il nostro successo.
Canzoni come "Vacca", "Cappella sistina", "Meglio morti" schizzarono in cima alle classifiche nazionali, facendo nascere un universo di gruppi copia come i Ake Linders o gli Zandra.
Gli anni 60 bussavano prepotenti alle porte, sentivamo che il pop d’amore ci andava stretto.
Era tempo di cambiare ancora.
E nacque il nostro capolavoro, i Tommy elfs

I veri eroi non hanno nome, nessuno vi dirà mai che siamo stati noi ad insegnare a quel negretto un po’ strano a suonare la chitarra, quello che poi è morto affogato dal suo vomito…
Oramai il mondo era ai nostri piedi: eravamo ringiovaniti, le donne erano un surplus quasi fastidioso, potevamo fare tutto o niente e restavamo sempre i migliori… fino a che, Giulio non ricadde nelle droghe a causa delle sorelle Johansson

Prima il cibo, come un novello Elvis, poi l’alcool, poi le droghe. La sua discesa agli inferi fu vertiginosa. La nostra carriera era finita: senza il nucleo originario, la nostra forza era scomparsa.
Divenimmo agenti e produttori, molti i successi fra cui i Toreson, i Totas e i magnifici Scandix, ma la magia dei primi anni era perduta.
Chi si dette alla poltica, chi agli affari, chi alla meditazione: spesso mi sveglio di notte, sudato ed agitato, con davanti agli occhi le mille luci e il pubblico in delirio davanti a noi.
Godetevi il successo e la giovinezza, il resto è inutile.
Mi avete fatto intristire, andate in culo tutti quanti.
Dio benedica un cazzo di nessuno.

H.