Archive for gennaio, 2007

i Licaoni takes Roma

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Carissimi Lica-fans,

dopo circa un mesetto di assenza, eccomi di nuovo qui a parlarvi di due iniziative che vedranno partecipi i nostri amatissimi Licaoni. Questi simpatici ragazzoni "invaderanno" la capitale durante il fine settimana, comparendo in contemporanea in due serate molto ambite.

La prima è organizzata da PARTENOPULP e SIMLABDIGITAL, due case di produzione indipendenti:

INCONTRO 1

MINI SHORT’S NIGHT

Roma, 27 GENNAIO 2007

Ore 21.00

LINUX CLUB

Via Giuseppe Libetta, 15

00154 Roma

Questi i corti in programma:

STRAMALEDETTO BICCHIERE (ex Serata Strana)

SIMLAB DIGITAL

Di Simone Pizzi

Durata 9.50 minuti

ZEROSIGMA 1.0

DELTAFRAME

Di Alex Raccuglia

Durata 10 minuti

KETAMINE KILLERS

PARTENOPULP

Di Michele Salvezza

Durata 13 minuti

SANTRE

i LICAONI

Di Guglielmo Favilla e Alessandro Izzo

Durata 18 minuti

Tra un corto e l’altro sarà possibile fare delle domande all’autore o al cast presente.

Per Info e Pronotazioni (consigliatissime): info@sldigital.net o info@partenopulp.com

L’altra iniziativa invece è organizzata da quei pazzi scatenati del PHANTAPHILM Group, e i Licaoni saranno presenti virtualmente con proiezioni ad libitum di alcuni loro lavori.

8 Ore de Sangre

Sabato 27 Gennaio 2007

Teatro Ygramul

Via N. M. Nicolai, 14

00156 Roma

Info e Prenotazioni: 06 41229951

Ovviamente tutti gli amici romani sono invitati in massa.

Baci e a presto,

Sandra.

In fondo a sinistra

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Come ogni mattina, ci eravamo recati tutti assieme da “Tenia”, il nostro barman di fiducia, dal quale, con una modica spesa di € 5, ti assicuri il trittico pezzo-cappuccio-film americano. Quel giorno il bar era piuttosto affollato perché c’era in programmazione niente di meno che “In fondo a sinistra”, capolavoro indiscusso e cult movie degli anni ’70 firmato da quel genio – ahinoi ignoto alla massa – di Barton Rampino.

Stitichezza

Autore di pellicole indipendenti e sperimentali, Rampino spiazzò l’America ben pensante con i suoi film-inchiesta di struggente attualità: con un occhio attento al neorealismo italiano, dimostrò una grande capacità di analizzare, con sguardo lucido e disincantato, i più difficili spaccati sociali del suo tempo, come nel suo film del 1968 “Ore quattro e trenta: psicodramma di un lattaio”, opera che avevamo già avuto onore di vedere durante il festival del cinema lesbo di Edimburgo.
In attesa dell’inizio della proiezione, Sercio, il nostro amico cinefilo, dette sfoggio del sua onniscienza raccontandoci alcuni gustosi aneddoti. Si narra che il regista si trovasse in un pub assieme al suo direttore della fotografia, quando ebbe l’idea del soggetto di “In fondo a sinistra”: il conto dei crodini consumati nel breve arco di trentacinque minuti superava di gran lunga il conto corrente di entrambi, nonché la pensione di reversibilità della vecchia madre di Barton. Da qui l’idea: un film di successo, battage pubblicitario, uscita nelle sale, soldi a palate. E il gioco è fatto. Ma serviva una buona trama. E il “la” fu dato da un cameriere, impegnato a discutere con un avventore che, senza aver fatto alcuna consumazione, richiedeva ciononostante di usufruire della toilette.
Eravamo tutti in fibrillazione: nella nostra hit parade di film preferiti, quelli sui cessi occupano il terzo posto, dopo “film con gorilla” e  “film con incidenti aerei e sopravvissuti che si mangiano fra di loro”. Ovviamente avevamo con noi il kit delle grandi proiezioni: due lingue di menelik cadauno, numerosi tranci di rosticciana e una cassetta di bombette puzzolenti per mettere zizzania tra gli astanti. Mancava solo il nostro amico Diego, in ritardo come al solito, perché gli avevamo ricoperto la bici di garze usate raccattate nei cassonetti dell’ospedale. E sarebbe stato meglio anche che si sbrigasse, quella zotta, visto che aveva promesso di offrirci la colazione.
Sercio, alla quinta sfogliatina, ci aveva già sputtanato la trama: struttura del racconto a episodi, con quattro storie diverse, ma ambientate tutte all’interno del medesimo bagno pubblico. Mildred, immigrata portoricana addetta alla pulizia, incapace di un riscatto sociale; Paulo, giovane studente introverso, con il suo complesso di fare sempre la pipì da seduto; Anthony, che, per aver pronunciato una formula magica, viene risucchiato attraverso l’orinatoio in un’altra dimensione; Eugene, imprenditore miliardario, che ritrova all’interno dello scopettino del water il DNA di dinosauri estinti e decide di clonarne una decina. Una particolarità: l’intero film era stato girato nella medesima location, il bagno del famigerato pub dei crodini bevuti a sbafo. Il proprietario del locale, infatti, non fidandosi delle promesse dei due, disse che non li avrebbe lasciati andare fino a quando non avessero effettivamente saldato il conto.
C’erano, quindi, tutte le carte in regola per una visione imperdibile, ma… ecco arrivarci una telefonata di Diego, il quale ci chiede aiuto per essere rimasto incastrato nello sportello dell’autobus, e in sottofondo sentiamo le grida di rabbia degli altri passeggeri. Non ce lo potevamo perdere! Così ci siamo fatti incartare un paio di cornetti e siamo corsi via. Il film ce lo siamo fatti raccontare da Sercio: ha detto che è un incrocio tra “Mean Streets” e “Pomi d’ottone e manici di scopa”… sarà per Angela Lansbury nella parte di Mildred…
Noi, comunque, ve lo consigliamo.

(pubblicato su Take it Easy #07 – Giu/Ago 06)

Felice anno nuovo

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Siam tornati solo oggi dalla nostra consueta gitarella di Capodanno.
La meta di questo fine 2006 è stata il favoloso villaggio vacanze di Azulene, in Polinesia, dove puoi godertela alla grande con due lire perchè tanto l’isola è piena di miserabili che si prostrano ai tuoi piedi per un paio di savoiardi.
Eccovi, per l’appunto, una nostra foto che ci raffigura sulla spiaggia, al sole, mentre gettiamo le fondamenta di uno spettacolare castello di sabbia.

Ragazzi, uno spasso. Ve lo consigliamo.
Ovviamente il nostro pensiero correva costantemente a voi, cari amici, rinchiusi nel vostro grigiore invernale, ma soprattutto a Dieghino, il quale chissà se è poi riuscito a liberarsi i polsi e le caviglie e a venire fuori dalla vasca piena di cedrata Tassoni… quell’inetto, del resto, è anche astemio, quindi non abbiamo potuto usare la nostra riserva di Nobile di Montepulciano, che avevamo all’uopo serbato per una simile occasione.
Vi lasciamo, quindi, con un proposito per l’anno nuovo: aumentare l’entropia del cosmo a suon di raudi e bombe carta.

Un saluto a tutti.