Carinissimi,
action, action e ancora action in questo episodio (il quarto) della websieres targata Licaoni e Q-Z Arts:
Il quinto episodio sarà pubblicato Giovedì 23 Febbraio, segnatevi la data.
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Carinissimi,
ecco la seconda parte de Le Recensioni di Frusciante con il resoconto cinematografico del 2011 appena trascorso.
Per chi se la fosse persa, qui c’è la prima parte.
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Carinissimi,
ecco il nuovo video della serie Le Recensioni di Frusciante con un resoconto cinematografico del 2011 appena trascorso.
Questa è la prima parte di una lunga maratona di 30 film recensiti. La seconda parte verrà pubblicata giovedì prossimo (il 19 Gennaio).
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ecco un nuovo video fuori programmazione in cui potrete ammirare la ventata di follia che i Licaoni e altri youtubers hanno portato in quel di Cinecittà durante un workshop organizzato presso la scuola di cinema NUCT.
E visto che la fine di questo 2011 si avvicina, i ragazzi sfoderano gli strumenti (musicali) e si mettono in scena con una succosa anticipazione: Carlino’s Way, progetto ancora top-secret, ma sicuramente rock’n'roll.
quell’omaccione di Frusciante torna puntuale in questi lidi per l’appuntamento mensile con le sue recensioni. In questo video, lungo il doppio del solito, Federico rende omaggio al grande e compianto Mario Monicelli a un anno dalla scomparsa.
E nella miglior tradizione del cinico viareggino, non si risparmiano battute velenose e affossamenti devastanti sull’attuale Cinema Italiano.
Appuntamento a giovedì 22 Dicembre col prossimo episodio del Corso di Cazzotti e a giovedì 5 Gennaio 2012 con la nuova recensione di Frusciante. Ricordatevi di mettere “mi piace” sulla pagina Facebook e avere così la possibilità di essere aggiornati a ogni nuova uscita.
Hola,
di ritorno da un ficherrimo workshop di tre giorni alla NUCT di Roma organizzato da Youtube, postiamo un breve video fuori-programma che abbiamo realizzato appositamente per l’evento.
A breve pubblicheremo un ricco reportage sull’iniziativa e sulla miriade di personaggi ganzissimi che l’hanno popolata. Per seguirlo venite Facebook e iscrivetevi alla Lica-Fanpage.
dopo il profluvio di invettive e teorie da parte di quei baldi giovanottini de i Licaoni, eccomi finalmente tornata in cabina di regia. Giusto in tempo per segnalarvi il nuovo episodio del Corso di Cazzotti stagione 1.5:
Prosegue la webseries a base di arti marziali e comicità sui generis prodotta da i Licaoni e Q-Z Arts. In coda al video troverete l’inizio di una nuova rubrica: non perdetela!
Vi ricordo che il prossimo appuntamento con il Corso di Cazzotti sarà Giovedì 22 Dicembre, mentre fra due settimane (Giovedì 8 Dicembre) sarà il turno di una nuova Recensione di Frusciante. A un anno dalla scomparsa del grande Mario Monicelli, Federico gli renderà omaggio alla sua maniera.
Boh, sarà l’eccessiva frequentazione con Frusciante, ma in questi giorni c’è presa così, di fare disquisizioni da blog. Vedrete, passerà presto e torneremo a fare i videis (vi possiamo immaginare mentre annuite pensando che sì, tutto sommato, è meglio).
Lo spunto per filosofeggiare questa volta ci viene da alcuni commenti all’articolo precedente. In molti si sono risentiti e hanno contestato il fatto che non si può dare della brutta persona a chi apprezza qualcosa di brutto: si può giudicare l’opera, non il fan. E poi i gusti son soggettivi e voi che cazzo volete?
Potremmo rispondere che non era nostra intenzione offendere nessuno, ma la verità è che parlando di certe cose schiettamente è impossibile non offendere qualcuno. L’importante è che l’offesa non sia gratuita e che magari stimoli un dibattito.
Ecco i nostri due centesimi.
Il gusto, proprio perché soggettivo, è un qualcosa che ci connota come individui: ci distinguiamo dagli altri tramite il nostro gusto nel vestirci, nello scegliere le parole quando parliamo o nell’ascoltare un certo tipo di musica. Anche senza rendercene conto il nostro gusto è espressione di noi.
Se parliamo di un film e ne facciamo una critica più o meno approfondita (come teorizza il Maestro Smeriglia) stiamo parlando di noi, dei nostri gusti e del nostro personale rapporto instaurato con quel film. Che lo vogliamo o no ci stiamo mettendo a nudo.
E quindi è normale sentirci urtati se qualcuno sentenzia che quel film è una merda, perché di fatto è il nostro gusto a essere giudicato. Oggiù, diciamola, siamo noi stessi a sentirci giudicati.
A noi questo pare il motivo principale per cui spesso, sopratutto sul web, nascono discussioni accese su cose apparentemente futili come fumetti, videogames o serie televisive… ehm…
Il punto è che si deve prendere atto che quando parliamo di queste cose stiamo parlando di noi, della nostra intelligenza, sensibilità e cultura.
E la parte difficile è che questo comporta il dover ammettere che talvolta possiamo essere impreparati, sprovveduti e anche un po’ scemi di fronte a certi argomenti.
A noi per esempio capita a volte di andare a teatro, annoiarci e poi chiosare con “che palla di spettacolo”. Ma la dura verità è che siamo degli ignoranti incapaci di capire un linguaggio teatrale appena un po’ più elevato di quello espresso in Rugantino con Brignano.
Ci pare poco dignitoso nascondersi dietro al rituale “secondo me” aggiunto dietro a una sparata devastante come “è una merda totale” per non urtare la suscettibilità dell’altro. La suscettibilità dell’altro si urta, eccome.
Dateci degli scemi, ma a noi pare inconfutabile che siamo quello che ci piace.
Però anziché trincerarsi dietro a un atteggiamento ostile (“fatti i cazzi tuoi, il gusto è gusto, secondo me”), la cosa può diventare interessante e ci può mettere nella condizione di raffinare il nostro gusto tramite il confronto con quello degli altri.
Uno degli aspetti che ci attrae della comicità è che una risata probabilmente è l’espressione più genuina del nostro gusto e quindi del nostro essere. Se sul vestiario (e moltissime altre cose) possiamo fingere per darci un atteggiamento, sulla risata non ci sono filtri che reggano: (cit.)dietro ogni risata c’è una verità.
Quindi proprio partendo da questa considerazione quello che ci interessava dire nell’articolo su I Soliti Idioti era: attenzione signori, interroghiamoci sulle risate che facciamo perché esse sono la cosa più libera che possediamo e sono molto più sincere di quanto non lo siamo noi con noi stessi.
In definitiva: se ti piace Transformers 2 hai una scarsa comprensione del cinema d’azione, se ridi di un donnina scippata sei una cattiva persona, se ridi de i Soliti idioti forse non hai focalizzato che Biggio e Mandelli elevano a eroe un vecchio puttaniere.
Torna tutto? Boh, a noi ci pare di sì.
Ah, giusto per mettere alla prova questa nostra teoria: ci dite cosa siamo noi, visto che ci fa parecchio ridere questo?